Oggi l'epatite C si può curare.

Per capire come tornare a vivere "Senza la C" o evitarla, sei associazioni di pazienti, molto diverse tra loro, si sono unite con l'obiettivo comune di informare e di sensibilizzare la propria popolazione di riferimento e l'opinione pubblica.

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E’ stato pubblicato il documento che recepisce la recente decisione di AIFA che di fatto da accesso al trattamento a tutte le Persone colpite dall’infezione del virus HCV.

(Determina n. 500/2017 del 24 marzo 2017)

Da oggi puoi valutare il rischio personale di esposizione al virus dell’Epatite C grazie all’educational-game basato su un algoritmo sviluppato dal prof. Massimo Andreoni del Policlinico di Tor Vergata. L’iniziativa è realizzata nell’ambito della campagna “Una malattia con la C” promossa da Abbvie.

“Eliminare le barriere di accesso”, “garantire la cura a tutti i malati”, “fermare l’esodo che porta tanti ad andare a curarsi all’estero”: è quanto chiedono alle istituzioni le associazioni dei pazienti Aned (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto), Epac (Pazienti con epatite e malattie del fegato), FedEmo (Federazione Associazioni Emofilici), L'Isola di Arran (Associazione impegnata nella lotta all'emarginazione legata alla droga), Nadir (Persone con HIV) e Plus (Persone LGBT Sieropositive) unite nella rete ‘Senza la C’.

Il Lazio sarà la prima regione italiana ad avere un osservatorio dedicato all’Epatite C. Questo l’esito dell’incontro tenutosi lo scorso 29 novembre presso la Giunta della Regione Lazio tra il consigliere regionale Teresa Petrangolini, membro della Commissione Politiche sociali e salute e la rete ‘SENZA LA C’.